20 marzo 2022

Musica e poesia al femminile

Domenica 20 marzo 2022, ore 17
Museo di San Colombano, via Parigi 5, Bologna
In collaborazione con il Museo di San Colombano
MUSICA E POESIA AL FEMMINILE
Maria Letizia Grosselli, soprano
Stefania Neonato, pianoforte

PROGRAMMA
Clara Wieck (1819-1896)

Sei Lieder op. 23 da Jucunde di Hermann Rollet

– Allegretto “Was weinst du, Blümlein, im Morgenschein?”
– Lebhaft “An einem lichten Morgen da klingt es hell im Thal”
– Langsam “Geheimes Flüstern hier und dort, verbog’nes Quellen rauschen”
– Langsam “Auf einem grünen Hügel da steht ein Röslein hell”
– Lebhaft “Das ist ein Tag, der klingen mag”
– Sehr lebhaft “O Lust, o Lust vom Berg ein Lied in’s Land hinab zu singen!”

Clara Wieck, “Notturno” per pf. dalle Soirées Musicales op. 6

Emilie Mayer (1812-1883)

Da tre Lieder op. 7

– “Du bist wie eine Blume” (H. Heine)
– “Wenn der Abendstern die Rosen” (H. v. Chezy)

Da tre Lieder op. 10

– Der Neugierige (W. Müller)
– Frühlings Liebe (Heil)

Clara Wieck (1819-1896)

Sei Lieder op. 13

– “Ich stand in dunklen Träumen” (Heine)
– “Sie liebten sich beide” (Heine)
– Liebeszauber (Geibel)
– “Der Mond kommt still gegangen” (Geibel)
– “Ich hab’ in deinem Auge” (Rückert)
– “Die stille Lotosblume” – (Geibel)

Fanny Mendelssohn (1805-1847), “Juli” dal ciclo Das Jahr H. 385 per pf.

Fanny Mendelssohn 

– Wanderlied op. 1/2 (Goethe)
– Sehnsucht (Goethe)
– Gondellied op. 1/6 (Geibel)
– Nach Süden op. 10/1 (W. Hensel)

Scarica il programma

Il programma, tutto al femminile, presenta alcune opere di tre delle maggiori compositrici del XIX secolo, con particolare attenzione ai Lieder. Accanto ai brani delle più famose Clara Wieck e Fanny Mendelssohn, si eseguiranno alcuni Lieder di Emilie Mayer, forse la più prolifica compositrice tedesca di epoca romantica, molto celebrata in vita ma a tutt’oggi quasi dimenticata e raramente eseguita. Oltre a numerose opere orchestrali, Mayer compose tre sonate per pianoforte e brani di musica da camera: Sonate per violino o violoncello e numerosi Trii per archi e pianoforte.
Dai brani in programma emerge il grande amore di Fanny Mendelssohn per lo spirito e la cultura italiani, brani ispirati dalle sue letture e dal suo lungo e agognato soggiorno in Italia e specialmente a Roma (1839-40), che rappresentò l’occasione per una sicura affermazione artistica personale presso l’Accademia di Francia a Villa Medici, in un circolo di artisti e intellettuali di spicco fra gli altri il pittore Ingres e il giovane Charles Gounod.
Il suo ciclo pianistico di maggior respiro “Dar Jahr”, pur se non direttamente ispirato al viaggio in Italia come il più personale Reisealbum, fu certamente composto nel 1841, l’anno seguente il suo ritorno a Berlino. Formato da 13 brani, uno per ogni mese più un Nachspiel, adotta alcune musiche caratteristiche della tradizione religiosa. Nel programma odierno la Serenata “Juli” è intermezzo strumentale fra i Lieder di Clara Wieck op. 13 e quelli della stessa Fanny Mendelssohn.
L’ “Intermezzo” pianistico della prima parte, il “Notturno” di Clara Wieck dalle giovanili “Soirees musicales” op. 6 (scritte nel 1836 a 17 anni), declina ancora diversamente il gusto del Romanticismo europeo per lo stile cantabile ispirato alla vocalità italiana, anche e soprattutto al pianoforte. Per Clara le attività di pianista e di compositrice furono sempre strettamente interrelate, essendo state da subito e con sapienza stimolate e seguite dal padre e pedagogo Friedrich Wieck. Clara viaggiò sin da giovanissima, come artista-prodigio, ma la sua personale cifra creativa si sviluppò, oltre il brillante virtuosismo richiesto dal pubblico delle capitali europee, grazie agli incontri con i più noti musicisti dell’epoca, da Felix Mendelssohn a Franz Liszt, da Sigismund Thalberg ad Adolph Henselt, da Camille Pleyel a Wilhelmine Schröder-Devrient, con cui stabilì un’intensa amicizia. Il suo rapporto con Robert Schumann è stato investigato ampiamente e fornisce l’imprescindibile cornice alla parabola personale e artistica di Clara Wieck.
Fra i brani presentati questa sera piace sottolineare l’op. 23 del 1853, su testi dalla novella Jucunde del poeta idealista-rivoluzionario Hermann Rollet che comprende capolavori come Geheimes Flüstern, dove si legge anche un sottinteso indirizzo politico di ideali delusi. (Stefania Neonato)

MARIA LETIZIA GROSSELLI si diploma a pieni voti a soli 19 anni in canto lirico al Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento e si laurea in Lettere Classiche con lode all’Università di Trento. Prosegue poi gli studi all’Accademia Internazionale di Musica di Milano con il M° Vincenzo Manno e si perfeziona nel repertorio lirico con Renata Scotto, Raina Kabaiwanska, Rolando Panerai, Regina Resnik e in quello liederistico con il M° Irwin Gage ed Ester De Bross. Dal 2010 al 2015 è ospite fissa al Festival internazionale dell’Arena di Verona, dove ha cantato il ruolo di Liù in Turandot con la regia di Franco Zeffirelli, in Nabucco accanto a Placido Domingo, nell’Aida e nella Madama Butterfly sotto la direzione di Daniel Oren. Si esibisce in numerosi teatri italiani ed è spesso ospite di prestigiose istituzioni e festival musicali internazionali dove tiene concerti solistici con pianoforte o con orchestra.
Nel 2010 ha registrato un cd con tutte le liriche da camera edite di Riccardo Zandonai dal titolo Terra di sogni.

STEFANIA NEONATO, nata a Trento, si diploma in pianoforte al Conservatorio della sua città e si laurea in Lingue e Letterature Straniere. Si perfeziona con Alexander Lonquich, Riccardo Zadra e Leonid Margarius. Ottiene il Master in Fortepiano all’Accademia Internazionale di Imola con Stefano Fiuzzi e il Doctor of Musical Arts in “Historical Performance Practice” con Malcolm Bilson alla Cornell University di New York, dove è assistente di pianoforte dal 2007 al 2008. Dal 2013 è docente di pianoforte storico alla Musikhochschule di Stoccarda. Nel 2007 vince il Concorso Internazionale per Fortepiano “Musica Antiqua” di Bruges e riceve anche il Premio del Pubblico. È da allora ospite regolare presso i più prestigiosi Festival europei e nordamericani. Il suo repertorio spazia dal Classicismo al Novecento storico e ha al suo attivo importanti incisioni con repertorio solistico e cameristico, l’ultima di queste dedicata in prima assoluta alla musica pianistica del compositore Giacomo Gotifredo Ferrari (Brilliant Classics, 2018). Unitamente all’attività in campo musicologico, porta avanti un’intensa attività didattica con seminari e masterclass di pianoforte storico in Italia e all’estero.

Nel concerto viene utilizzato un pianoforte “MATTHÄUS ANDREAS STEIN” (Vienna, 1833) della Collezione Tagliavini.

Share