IL CASTELLO DELL’AMORE

Le opere ritrovate di Franz Liszt: Don Sanche e Sardanapalo

Domenica 15 novembre 2026, ore 16.30
Circolo culturale lirico Bolognese
Via Monaldo Calari 4/2, Bologna

Una coproduzione della Fondazione Istituto Liszt con il Festival Casta Diva e il Festival di Bellagio e del lago di Como per il Progetto LISZTmania promosso dall’Associazione Cosima Wagner di Bellagio

In collaborazione con

Orchestra da Camera di Bellagio e del lago di Como
Alessandro Calcagnile
, pianista e direttore

Monika Lukacs, soprano
Mariam Gegechkori, mezzosoprano
Flavio D’ambra, tenore
Giorgio Valerio, baritono

Introduzione di Nicolas Dufetel (CNRS-Sorbonne Université-Bibliothèque nationale de France-Ministère de la Culture)
Mariam Gegechkori e Romuald Ballet-Baz (Conservatorio di Calais)

Riduzione per formazione da camera di Alessandro Calcagnile a partire dal manoscritto (1825) della Bibliothèque nationale de France, Parigi 


DON SANCHE

Recitativo e Aria «Aimer, aimer…» (Soprano, Tenore)
Recitativo e Arioso (Tenore, Baritono)
Duetto «Transports jaloux» (Tenore, Baritono)
Recitativo e Aria «Esprit de ces déserts» (Baritono)
Aria «C’est ici le château d’amour» (Soprano)
Aria «Non, aux volontés des Dieux» (Soprano)
Recitativo e Trio (Soprano, Mezzosoprano, Tenore)
Preghiera «Roi de ces bords» (Mezzosoprano)
Duetto «Recevez nos tendres serments» (Soprano, Tenore)

SARDANAPALO

Aria «Più lunga cura… Ahi! Nell’ansio rapimento» (Soprano)
Trio «Che far pensi?… Diletta vergine» (Soprano, Tenore, Baritono)


Affrontare le produzioni liriche di Liszt significa riscoprire un Liszt dimenticato, lontano dall’immagine del grande virtuoso del pianoforte e del compositore che anticipa il linguaggio musicale del futuro.

A soli tredici anni, ancora allievo di Ferdinando Paër a Parigi, Liszt compose Don Sanche, ou Le château d’amour, rappresentato il 17 ottobre 1825 all’Opéra di Parigi. Nell’opera si riconoscono l’influenza della tradizione classica e un’atmosfera a tratti mozartiana, accanto al virtuosismo vocale di Rossini e alle atmosfere orchestrali di Weber. Colpisce soprattutto la sorprendente attenzione del giovane compositore al rapporto fra linguaggio musicale e dramma. La critica dell’epoca accolse l’opera con perplessità, arrivando a interrogarsi sulla possibilità che un adolescente potesse conoscere e rappresentare sentimenti profondi come l’invidia e l’amore.

Per decenni si credette che il manoscritto fosse andato distrutto nell’incendio dell’Opéra del 1873. Fu ritrovato soltanto nel 1903, ma nel corso del Novecento Don Sanche non venne mai incluso nelle principali edizioni complete delle opere di Liszt. Alcuni hanno a lungo ritenuto che l’opera fosse stata composta da Paer, ma l’identificazione di manoscritti autografi di Liszt ha dimostrato che fu davvero il giovanissimo compositore a scriverla. Le versioni utilizzate nelle rare rappresentazioni che iniziarono a riprendere l’opera dagli ultimi decenni del Novecento derivano in larga parte da trascrizioni e ricostruzioni successive.

Il concerto sarà introdotto da Nicolas Dufetel, il quale, dopo aver individuato i manoscritti originali, è impegnato nella realizzazione della prima edizione critica di Don Sanche. La presentazione sarà arricchita da documentazioni video curate da Mariam e Romuald Ballet-Baz, protagonisti della recente esecuzione integrale dell’opera presso il Teatro e il Conservatorio di Calais, il 17 ottobre 2025: la prima esecuzione francese a duecento anni esatti dalla prima rappresentazione parigina.

Nel concerto potremo ascoltare una selezione di arie e duetti tratti dalle due opere liriche di Liszt, Don Sanche (1825) e Sardanapalo (1846), mettendo a confronto due momenti lontani della sua esperienza teatrale.

Sardanapalo, composta in italiano e ispirata alla tragedia di Lord Byron, era l’opera che Liszt voleva comporre, all’apice dei suoi anni di tournée da virtuoso, per affermarsi sulla scena europea come compositore. Racconta la vicenda dell’ultimo re degli Assiri, tradizionalmente descritto come amante dei piaceri, lontano dalle ambizioni militari e protettore delle arti e della cultura.

Liszt lavorò al progetto a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, quando era trentenne, ma abbandonò l’opera lasciandola incompiuta. Il manoscritto, conservato a Weimar allo stato di abbozzo, comprende circa 115 pagine del primo atto ed è rimasto a lungo considerato troppo frammentario e difficile da decifrare.


Alessandro Calcagnile

Mariam Gegechkori

Monika Lukacs

Flavio D’Ambra

Giorgio Valerio


Don Sanche o Il Castello dell’Amore, Grand Théâtre de Calais, ottobre 2025

Foto della rappresentazione per il bicentenario dell’opéra féerie Don Sanche di Franz Liszt, tenutasi il 17 ottobre 2025 presso il Grand Théâtre di Calais.
Don Sanche – Artavazd Sargsyan
Alidor – Sévag Tachdjian
Elzire – Anaïs Constans
Zélis – Mariam Gegchkori.
Coro, corpo di ballo e orchestra del Conservatorio di Calais.
Costumi realizzati sulla base dei bozzetti storici.

Don Sanche e Alidor (Crediti fotografici: Alexandre Araste)

Trio “Entendez-vous gronder l’orage ?” (Crediti fotografici: Bruno Ober)

Coro “Quel pouvoir a soudain déchaîné les tempêtes ?” – Crediti fotografici: Bruno Obe

Mariam Gegechkori, regista, e Romuald Ballet-Baz, direttore d’orchestra – (Crediti fotografici: Alexandre Araste)


Anteprima di una scelta di arie dal Don Sanche con l’Orchestra di Bellagio e del Lago di Como, direttore Alessandro Calcagnile – 9 agosto 2026, Villa Serbelloni, Bellagio