DUO BALLARIO – PATRIA

Domenica 11 aprile 2027, ore 17
Fondazione Istituto Liszt
via Augusto Righi 30


Elena Ballario, pianoforte
Sergio Patria, violoncello

Carlo Rossaro
(1827 – 1878)

Sonata per Violoncello e Pianoforte, op. postuma
Allegro tranquillo – Largo sostenuto e molto espressivo – Presto – Vivace non troppo

Franz Liszt
(1811-1886)

Consolazione in Mi maggiore
Consolazione in Mi maggiore n.2
Consolazione in Reb maggiore n.1
Consolazione in Reb n.2
Elaborazione di Elena Ballario

Franz Liszt

La lugubre gondola

Franz Liszt

Sonetto 47 del Petrarca
Sonetto 104 del Petrarca
Sonetto 123 del Petrarca

Elaborazione di Elena Ballario


Carlo Rossaro, nato a Crescentino il 20 novembre 1827, è una di quelle figure che appartengono più alla storia “sommersa” della musica che al canone ufficiale. Nel contesto italiano della seconda metà dell’Ottocento, Rossaro rappresenta una figura significativa del panorama musicale torinese, la cui vicenda artistica riflette le tensioni e le trasformazioni estetiche e ideologiche di un’epoca in profondo cambiamento.
La recente pubblicazione della Sonata per violoncello e pianoforte, a cura delle Edizioni Raiteri (www.raiterimusica.it), rimasta inedita dal 1879 fino al sensazionale ritrovamento e alla successiva acquisizione del manoscritto originale nel 2025 da parte dei revisori, che ne ha consentito la revisione critica, aggiunge un importante tassello alla musica strumentale da camera dell’Ottocento italiano. Con il ritrovamento dell’autografo è stato possibile analizzare le annotazioni, le correzioni, le varianti che nell’ottocentesca edizione Lucca non furono riportate, con l’obiettivo di una restituzione il più possibile fedele al testo del compositore, chiarendo al contempo ambiguità presenti nell’unica edizione storica. L’edizione, che comprende un poderoso apparato critico e analizza battuta per battuta la composizione e restituisce nel modo più completo il pensiero dell’autore piemontese. Dedicata a Carlo Casella, padre di Alfredo, ha avuto in Sergio Patria, l’unico interprete documentato dell’esecuzione a partire dal 1978.
In quattro movimenti articolati nei consueti tempi della Sonata romantica dal punto di vista stilistico, emerge una scrittura estremamente precisa ma anche fortemente espressiva: le indicazioni dinamiche e agogiche,
talvolta insolite o ridondanti, rivelano un temperamento emotivo profondo e inquieto. Il fraseggio è generalmente ben definito nell’autografo, con una chiara coerenza interna tra le parti strumentali. La scrittura tecnicamente complessa per entrambe gli strumenti non ha risparmiato momenti ardui dal momento che Rossaro stesso era un eccellente pianista e aveva a disposizione il confronto con l’amico Carlo Casella.
Particolare rilievo assumono le scelte relative alla parte del violoncello, dove la presenza di cadenze e varianti melodiche suggeriscono una flessibilità esecutiva che coniuga accessibilità tecnica e resa espressiva. Con questa pubblicazione inserita nel contesto del più ampio Progetto Rossaro e con le attività che seguiranno, si intende offrire un contributo significativo al repertorio cameristico per violoncello e pianoforte oltre che riportare agli onori del pubblico la figura di un compositore troppo a lungo dimenticato valorizzandone l’opera e il contesto socio-culturale in cui essa e nata, in attesa di rendere ancor più esplicito in suo valore in occasione del bicentenario della nascita nel 2027.
Interessante rilevare che oltre all’ “adorazione” e all’influenza di Wagner anche Franz Liszt (noto è il legame umano e musicale tra i due, l’influenza reciproca e il tema della trasformazione del linguaggio musicale) fu
dedicatario di una Sonata/Fantasia per pianoforte da parte di Rossaro e questo collegamento conduce alla seconda parte del programma attraverso la dimensione più intima, poetica e spirituale della musica di Franz Liszt, compositore che, accanto alla straordinaria ricerca virtuosistica, seppe sviluppare un linguaggio sempre più rivolto all’interiorità, alla memoria e alla contemplazione. È un itinerario che attraversa
idealmente alcune delle esperienze fondamentali della sua scrittura, dalla sensibilità del viaggio e della poesia, fino alla meditazione degli ultimi anni. I lunghi temi delle 4 «Consolazioni» proposte, che placano l’animo e lo predispongono ad una positività esistenziale, sono romanticismo puro; pagine di particolare raccoglimento e semplicità, appartengono a quel Liszt che ricerca nel pianoforte una voce capace di esprimere sentimenti profondi con pochi elementi, attraverso il canto e il respiro della frase. Nelle elaborazioni per violoncello e pianoforte di Elena Ballario, queste pagine acquistano una nuova identità sonora. Il pianoforte mantiene la ricchezza armonica e la profondità della scrittura lisztiana, mentre il
violoncello ne raccoglie la linea melodica e la trasforma in una voce umana, calda, concreta e profondamente espressiva.
E così si può dire per quegli altri capolavori che sono i «Sonetti del Petrarca» inclusi in Italie, secondo volume di Les Années de Pelegrinage, essi provengono da una musica che Liszt aveva concepito originariamente per voce e pianoforte, prima di trasformarla nella celebre versione pianistica. Arde d’amore sublimato la musica del «Sonetto 47»: il ricordo della prima volta che Laura posò il suo sguardo sul poeta («Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno / E la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto / E ‘l paese e ‘l loco ov’io fui giunto / Da duo begli occhi, che legato m’hanno»); e pazienza se da ciò derivarono «i sospiri e le lagrime e ‘l desio». L’intreccio di violoncello e pianoforte ben esprime quanto Petrarca volle esternare nel «Sonetto 104», ricco di sentimenti opposti: «Pace non trovo, e non ho da far guerra; / E temo e spero, ed
ardo, e son un ghiaccio; / E volo sopra ‘l cielo e giaccio in terra; / E nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio».
Per non parlare del «Sonetto 123», nel quale il pianto della donna-angelo rende attonita la natura, così «Che non si vedea ‘n ramo mover foglia; / Tanta dolcezza avea pien l’aere e ‘l vento».
Questo dialogo tra i due strumenti accompagna anche La lugubre gondola, una delle pagine più visionarie della produzione tarda di Liszt. Il movimento lento e incessante della gondola, sospeso tra realtà e simbolo,
evoca il tema del viaggio verso l’ignoto e della morte. Qui il colore grave del violoncello amplifica la dimensione elegiaca e misteriosa della composizione, trasformando il suo canto in una voce che sembra
provenire dalla memoria.
Elena Ballario



Il duo Violoncello e Pianoforte di Sergio Patria ed Elena Ballario, attivo dal 1987 con attività continuativa, lo ha portato ad esibirsi sui palcoscenici delle principali stagioni concertistiche italiane ed europee oltre che con repertori classici anche interprete di composizioni inedite originali o di trascrizioni scritte appositamente da Elena Ballario ed eseguite in esclusiva dal duo, sodalizio oltre che per la musica anche nella vita.
Sergio Patria, nome di spicco in ambito violoncellistico internazionale sia concertistico che didattico, a sedici anni debutta in qualità di solista con l’Orchestra della Radio Svizzera Italiana direttore Otmar Nussio. Si è
diplomato a pieni voti al Conservatorio di Alessandria con E.Roveda, perfezionandosi successivamente con A.Navarra all’Accademia Chigiana di Siena, A.Baldovino all’Accademia di Santa Cecilia di Roma e G.Selmi.
Ha ricoperto per alcuni anni l’incarico di primo violoncello solista nell’Orchestra Sinfonica di Bogotà. In seguito ha collaborato con l’Orchestra di Santa Cecilia di Roma e come primo violoncello allo Stadttheater di
Lucerna, dove in seguito per numerosi anni è stato invitato a far parte della prestigiosa orchestra delle Internationalen Musikfestwochen Luzern. Nel 1974 vince il premio “Migros” (Zurigo) per la musica da camera. E’ stato docente di violoncello al Conservatorio di San Cristobal (Venezuela), al Conservatorio dell’Università Nazionale Colombiana, al Conservatorio ed alla Scuola Comunale di Lucerna, al Conservatorio di Alessandria, alla Scuola di Alto perfezionamento di Saluzzo, ai corsi di formazione
orchestrale di Lanciano e ai corsi di formazione professionale a cura dell’I.R.Fo.P. Regione Friuli Venezia Giulia. Dal 1977 al 2007 ha insegnato al Conservatorio di Torino, città dove dal 1974 al giugno 1999 ha
ricoperto il ruolo di primo violoncello al Teatro Regio. Nel 2002 è stato nuovamente docente ai corsi della Scuola di Alto perfezionamento musicale di Saluzzo APM. Conoscitore e divulgatore della Tecnica Alexander è stato tra i primi in Italia con Konrad Klemm ad aver seguito le lezioni di Noam Rennen (discepolo di Alexander), uno dei primi insegnanti della Tecnica Alexander nel mondo. Come interprete di concerti per violoncello ed orchestra, ha suonato sotto la guida di importanti direttori, tra i quali:
Y.Ahronovitch (Orch. Teatro Regio – Concerto di Schumann), R.Chailly (Orch. Teatro Regio – Hindemith – Kammermusik), T.Costin (Dvorak), S.Caduff (concerto di Elgar), E.H.Beer (Haydn Do maggiore) M.Horvat
(Sinigaglia – Romanza e Humoresque), S.Lorant (Dvorak), B.Martinotti (Orch. Teatro Regio – Beethoven Triplo concerto), A.Peiretti (Rapsodia per cello e orch.), F.Zigante (Concerto di Dvorak), C.Villaret (Orch. Di Stato del Kazakistan Ciaikowsky Variazioni Rococò), M.Szmolji (conc. Saint Saens) ecc. Solista e camerista in vari ensemble e gruppi da camera, tra i quali l’Orchestra da Camera italiana, l’Antidogma Musica, la Camerata Casella, il Baroque Ensemble di Lucerna, di alcuni è stato anche il fondatore (Trio Ghedini), ha svolto e svolge attività concertistica in Italia e all’estero. Ha suonato nei seguenti Stati europei e del mondo nelle principali sale da concerto: Romania, Svizzera, Olanda, Belgio, Spagna, Slovenia, Albania, Inghilterra, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Kazakistan, Cina, Colombia, Venezuela, Stati Uniti ecc. Dal 1988 suona in duo con la pianista e consorte Elena Ballario, ha lavorato con colleghi strumentisti a livello internazionale
e riconosciuti attori di teatro quali Ugo Pagliai, Nando Gazzolo, Pamela Villoresi, Paola Gassman, con i quali ha ideato ed eseguito progetti di musica e poesia. Incisioni discografiche per Brilliant Classics, Dynamic,
Odradek Records e Tactus. Importante il progetto di rivalutazione, in collaborazione con la pianista Elena Ballario, del repertorio inedito del compositore piemontese Carlo Rossaro, tramite l’esecuzione, l’incisione
(Tactus) e la recente pubblicazione per le Edizioni Musicali Raiteri a seguito di revisione critica dal manoscritto, della Sonata per Violoncello e Pianoforte.
Elena Ballario ha affiancato agli studi pianistici quelli di violino e composizione, ottenendo l’idoneità all’insegnamento ministeriale per Pianoforte Principale, Complementare, Musica da Camera e Accompagnamento pianistico. È docente di ruolo dal 1995 e dal 2007 insegna Pratica e Lettura Pianistica e Lettura a Prima vista presso il Conservatorio di Torino. Tiene regolarmente seminari di Lettura a Prima
Vista, ambito per il quale ha sviluppato una specifica e approfondita metodologia. È autrice del metodo Scale e Arpeggi con Introduzione teorica pubblicato dalla casa editrice Volontè. Inizia l’attività concertistica
nel 1980, esibendosi in Italia e in Europa come solista, in duo e in varie formazioni cameristiche, con un repertorio ampio e trasversale. Dal 1988 suona stabilmente in duo con il violoncellista Sergio Patria. Ha realizzato numerose incisioni discografiche per etichette quali Tactus, Brilliant Classics, Dynamic e Odradek Records, spesso accolte con eccellenti recensioni dalla critica internazionale. Dal 2000 affianca alla carriera concertistica un’intensa attività compositiva e di trascrizione, con programmi monografici dedicati a Rossini, Verdi, all’operetta e alla lirica, eseguiti dal Nuovo Insieme Strumentale Italiano.
Compone lavori originali per pianoforte, duo, trio, quintetto d’archi e orchestra d’archi; parte di queste composizioni sono state incise dall’ensemble e regolarmente eseguite in Italia e all’estero da noti
concertisti. Ha realizzato numerosi spettacoli di musica e poesia collaborando con attori quali Ugo Pagliai, Paola Gassman e Pamela Villoresi. Di particolare rilievo la favola musicale Pinocchio, rappresentata anche presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
Nel 2016 ha intrapreso il progetto di rivalutazione del repertorio inedito del compositore piemontese Carlo Rossaro realizzando convegni, esecuzioni, incisioni discografiche ed attualmente è la curatrice e responsabile artistico per la collana “Carlo Rossaro” delle Edizioni Musicali Raiteri con la quale collabora anche alla revisione di opere pianistiche rare di autori dell’area nord italiana dell’Ottocento e del Novecento Di recente pubblicazione è la revisione critica dal manoscritto della Sonata per Violoncello e Pianoforte.
Per la casa discografica Tactus ha realizzato l’incisione dell’opera cameristica e vocale da camera di Rossaro in catalogo dal 2019 Il progetto prosegue attualmente con la rivalutazione del vasto repertorio
pianistico di Carlo Rossaro.