Domenica 14 febbraio 2027, ore 17
Fondazione Istituto Liszt
via Augusto Righi 30
Trio Hesperos
Filippo Lama, violino
Stefano Guarino, violoncello
Riccardo Zadra, pianoforte

PROGRAMMA
Franz Schubert
(1797–1828)
Trio n. 1 in si bemolle maggiore D 898 op. 99
I. Allegro moderato – II. Andante un poco mosso – III. Scherzo. Allegro – IV. Rondo. Allegro vivace
Franz Liszt
(1811–1886)
Orpheus, S. 98 – Poema sinfonico n. 4
Trascrizione per violino, violoncello e pianoforte di Camille Saint-Saëns
Anton Arensky
(1861–1906)
Trio n. 1 in re minore op. 32
I. Allegro moderato – II. Scherzo. Allegro molto – III. Elegia. Adagio – IV. Finale. Allegro non troppo
Settant’anni di musica in un’unica formazione: il trio con pianoforte attraversa l’Ottocento, dalla Vienna di Schubert alla Weimar di Liszt, fino alla Russia di fine secolo.
Il Trio n. 1 in si bemolle maggiore D 898 op. 99 è uno dei vertici dell’ultima stagione di Schubert, quella di Winterreise. La figura del viandante, radicata nel suo mondo poetico, sembra riflettersi in una musica che non trova mai un vero approdo, ma vive di una continua esperienza del provvisorio. La sua luminosità porta in sé la precarietà e la trasforma in leggerezza. La forma classica si amplia attraverso il fluire delle idee melodiche e il loro scambio tra i tre strumenti, più che mediante il conflitto tematico. Nell’Andante il canto si raccoglie quasi in preghiera; il Trio dello Scherzo è un valzer; nel Rondò finale la componente viennese si fa danza. Il tema è stato ricondotto al Lied Skolie D 306, dove la gioia del presente è inseparabile dalla sua transitorietà.
Orpheus di Franz Liszt, composto nel 1854 come preludio all’Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Liszt a Weimar, divenne poi il quarto dei suoi poemi sinfonici. Nella prefazione, Orfeo è figura del poeta-musico e simbolo della funzione civilizzatrice dell’arte: non narrazione del mito, ma pagina contemplativa, nella quale canto e ricerca timbrica assumono rilievo. La versione per violino, violoncello e pianoforte di Camille Saint-Saëns fu pubblicata nel 1885 con l’approvazione di Liszt.
Il Trio n. 1 in re minore op. 32 di Anton Arensky, composto nel 1894, è dedicato alla memoria del violoncellista russo Karl Davydov. Alla dimensione commemorativa, esplicita nell’Elegia, si contrappone nello Scherzo una leggerezza virtuosistica che, nel Trio centrale, assume l’eleganza di un valzer fin de siècle. Nel Finale, la riapparizione di materiali dell’Elegia e del primo movimento fa del ricordo un elemento della costruzione musicale. Nel solco aperto dal Trio op. 50 di Čajkovskij, la memoria diviene così materia stessa della forma.

HÈSPEROS PIANO TRIO
«I tre solisti hanno dato l’impressione che oltre non si possa andare nella decifrazione del “mistero musica” e dei suoi segreti di fabbricazione alchemica». Con queste parole Quirino Principe sanciva, nell’ottobre 2009, la nascita dell’Hèsperos Piano Trio, impegnato in una serie di quattro concerti interamente dedicati alla musica da camera di Felix Mendelssohn-Bartholdy.
Nato dall’incontro di tre percorsi musicali differenti, il Trio riunisce esperienze solistiche, cameristiche, orchestrali e didattiche maturate in ambito internazionale. Questo patrimonio comune alimenta un lavoro d’insieme fondato sull’ascolto reciproco, sulla ricerca del suono e su una particolare attenzione alla fisionomia stilistica dei repertori affrontati.
Particolarmente significativo è stato il progetto quadriennale dedicato all’esecuzione integrale dei Trii di Beethoven, realizzato per la Società del Quartetto di Vicenza. Ospite più volte di Rai Radio 3, l’Hèsperos Piano Trio ha eseguito in diretta, per il programma Piazza Verdi, pagine di Čajkovskij, Brahms, Ravel, Arensky e Šostakovič; il programma Lezioni di Musica, presentato da Giovanni Bietti, ha inoltre trasmesso un suo concerto live per la Società Filarmonica Romana.
Nel 2022 Hèsperos Piano Trio ha pubblicato per Tactus un CD interamente dedicato a Martucci, Casella e Clementi, accolto con grande favore dalla critica. David Barker, su MusicWeb International, scrive a proposito del Trio di Martucci: «il suono cantabile del violoncello nelle pagine iniziali è di gran lunga migliore di quello della versione Naxos; lo Scherzo è davvero frizzante, e l’effetto complessivo è stato quello di fargli scalare di molto la classifica dei miei trii con pianoforte». Sulla rivista Musica si legge: «Un’interpretazione indubbiamente vibrante, melodicamente fluente, a tratti assai energica e vitalistica, ma non per questo priva di cantabilità e di intense ombreggiature».
Il Trio ha inoltre eseguito il Trio op. 107 di Marco Enrico Bossi nell’ambito del festival Trame Sonore di Mantova, proseguendo un percorso di valorizzazione del repertorio cameristico italiano. Molto calorosa è stata anche l’accoglienza riservata ai due live streaming beethoveniani in HD dedicati dal Mantova Chamber Music Festival all’Hèsperos Piano Trio, registrati rispettivamente al Palazzo Ducale e al Teatro Bibiena di Mantova. «Eccezionale l’equilibrio sonoro che regnava tra i tre artisti – per non parlare della chiarezza, della pulizia tecnica, del naturale scambiarsi le frasi in nome di una musicalità accesa e matura», ha scritto il Giornale di Brescia.
L’Hèsperos Piano Trio ha eseguito il Triplo Concertino H 232 di Martinů con l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza e si è esibito, tra gli altri, per Musikàmera Venezia, Teatro Ristori di Verona, Accademia Filarmonica di Bologna, Orchestra da
