Martedì 19 Maggio ore 18
Aula Absidale Santa Lucia
Via de’ Chiari 23/a, Bologna
Conferenza e concerto
Giovanni Bertolazzi, pianoforte
Interventi di Carlotta Sorba e Luca Zoppelli
Musiche di Liszt, Thalberg, Pixis, Herz, Czerny, Chopin

FONDAZIONE ISTITUTO LISZT in collaborazione con BOLOGNA FESTIVAL, IL SAGGIATORE MUSICALE, ALMA MATER STUDIORUM, ASSOCIAZIONE DELLE DOCENTI UNIVERSITARIE, PIANOFORTISSIMO
Nell’ambito del BOLOGNA FESTIVAL
PROGRAMMA
Giuseppe Verdi / Franz Liszt
Ernani: Paraphrase de concert (1859), S 432
Franz Liszt
Recueillement. Vincenzo Bellini in memoriam (1877), S 204
Franz Liszt, Sigmund Thalberg, Johann Peter Pixis, Henri Herz, Carl Czerny, Frédéric Chopin
Hexaméron. Morceau de Concert. Grandes Variations de Bravoure sur la Marche des Puritains de Bellini. Composées pour le Concert de Mme la Princesse Belgiojoso, au bénéfice des pauvres (1837), S 392
Introduction. Extrèmement lent — Tema: Allegro marziale (LISZT) Variation 1: Ben marcato (THALBERG)
Variation 2: Moderato (LISZT)
Variation 3: Di bravura (PIXIS)
Variation 4: Legato e grazioso (HERZ)
Variation 5: Vivo e brillante (CZERNY) Fuocoso molto energico — Lento quasi recitativo (LISZT)
Variation 6: Largo (CHOPIN)
Finale: Molto vivace quasi Prestissimo (LISZT)
Gioachino Rossini/ F. Liszt
Ouverture Guillaume Tell (?1838–1841), S 552
Pianoforte gran coda BORGATO
Ingresso libero
Cristina di Belgiojoso e l’Hexaméron: conferenza e concerto tra Liszt e Bellini
Conferenza e concerto intorno alla personalità di Cristina di Belgiojoso e alla creazione dell’Hexaméron – Grandes Variations de Bravoure, opera pianistica collettiva di Liszt, Thalberg, Pixis, Herz, Czerny e Chopin, in memoria di Bellini.
Una figura al crocevia tra cultura, politica e musica: Cristina Trivulzio di Belgiojoso diventa il centro di un appuntamento che unisce conferenza e concerto, mettendo a fuoco il contesto storico e artistico in cui nasce l’Hexaméron – Grandes Variations de Bravoure. L’opera, costruita come creazione collettiva, riunisce firme decisive dell’Ottocento pianistico e rende omaggio alla memoria di Vincenzo Bellini.
Gli interventi di Carlotta Sorba e Luca Zoppelli aprono la prospettiva sulla personalità della Principessa e sul suo ruolo di catalizzatrice di relazioni culturali. A seguire, il concerto di Giovanni Bertolazzi propone un itinerario di grande impatto virtuosistico: dalle parafrasi lisztiane su Verdi e Rossini fino alla pagina corale dell’Hexaméron, dove l’idea di “amicizia musicale” diventa forma, stile e spettacolo dell’invenzione pianistica.
La principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso (Milano, 1808–1871) è una figura eminente del primo Risorgimento. Patriota, patrocinatrice di fuoriusciti liberali, amante delle arti, fu una donna libera, emancipata. Nel 1831, abban- donata da tempo l’Italia, si stabilì a Parigi, dove riunì attorno a sé il fior fiore del mondo letterario, culturale, politico: tra di essi, per la musica, Vincenzo Bellini (1801–1835) e Franz Liszt (1811–1886). Per onorare la memoria del catanese, scomparso così giovane, il compositore ungherese, d’intesa con Cristina, mobilitò altri cinque virtuosi del pianoforte – Thalberg, Pixis, Herz, Czerny, Chopin – per realizzare una ghirlanda di sei variazioni sul tema del famoso duetto dei due bassi nei Puritani, versi del bolognese espatriato Carlo Pepoli. Il brano, un fiammeggiante inno alla libertà, aveva fatto furore nel Théâtre Italien di Parigi: «Suoni la tromba, e intrepido | io pugnerò da forte; | bello è affrontar la morte | gridando ‘libertà’!». Liszt incastonò le sei variazioni in una scintil- lante parata virtuosistica e la intitolò Hexaméron, letteralmente ‘sei giornate’, incorniciandola con una introduzione e un finale di suo pugno; suoi anche i raccordi tra una variazione e l’altra. Composto nel 1837, è uno dei brani più impervi del repertorio pianistico, per le proibitive difficoltà tecniche e la caleidoscopica varietà degli stili. Pochi pianisti lo tengono in repertorio: perciò lo si ascolta di rado.
A ben vedere, Hexaméron è il frutto della cooperazione di menti, personalità, sensibilità differenti: rivali e sodali. L’operazione non era scontata: ciascuno dei sei dovette deporre qualcosa del proprio amor proprio, prestarsi al paragone con i colleghi, aderire al progetto lisztiano. Il capolavoro nacque da un fervido scambio intellettuale, culturale e ideale comune. Ne risultò uno splendido inno sonoro alla libertà, un dono che si conquista e si coltiva – lo sappiamo bene – cooperando con coraggio.
CARLOTTA SORBA (Università di Padova; Istituto Universitario Europeo di Firenze), storica contemporanea, studiosa dell’Ottocento italiano ed europeo, specialista di storia culturale e storia delle donne. Tra i suoi libri: Teatri (il Mulino, 2001); Il melo- dramma della nazione (Laterza, 2015).
LUCA ZOPPELLI (Université de Fribourg), storico della musica e del melodramma. Tra i suoi libri: Donizetti (il Saggiatore, 2022); Nei palchi e sulle sedie, con Carlida Steffan (Carocci, 2023); Richard Wagner, ‘L’anello del Nibelungo’: il dramma, la musica, le idee (Carocci, 2025).
GIOVANNI BERTOLAZZI, titolare di una cattedra di Pianoforte principale nel Conser- vatorio “Frescobaldi” di Ferrara, si è formato con Epifanio Comis nel Conservatorio “Bellini” di Catania. Ha ottenuto numerosi premi pianistici internazionali, fra di essi il secondo premio nel Concorso Liszt di Budapest (2021). Le sue registrazioni sono state insignite del Grand Prix du Disque della Società Liszt nel 2024.

