DAI SOGNI ALL’ABISSO

Domenica 21 dicembre 2025, ore 17
Istituto Liszt, via A. Righi 30

Concerto della vincitrice del Concorso di Minerbio
Martina Meola, pianoforte

Musiche di Chopin e Liszt

Fryderyk Chopin
(1810-1849)              

Valse Op. 34 no. 1

Notturno Op. 9 no. 1

Ballata Op. 23 no. 1

Franz Liszt
(1811-1886)

Due Studi da Concerto S.145
Waldesrauchen [Mormorii della foresta]
Gnomenreigen [Danza degli gnomi]

Rapsodia Ungherese no. 11

Sonetto 104 del Petrarca

Après une lecture de Dante, «fantasia quasi sonata» – Andante maestoso – Presto agitato assai – Tempo I (Andante) – Andante (quasi improvvisato) – Andante – Recitativo – Adagio – Più mosso – Tempo rubato e molto ritenuto – Andante. Più mosso – Allegro – Allegro vivace – Presto. Andante (Tempo I)
da: Années de pèlérinage. Deuxième Année. Italie, S. 161


Chopin trasfigura la forma del ballo borghese nei cosiddetti valzer da concerto, un insieme di composizioni di cui Il Valzer in La bemolle maggiore op. 34 n. 1 (1835) fa parte. La scrittura, brillante e virtuosistica, si articola in sezioni contrastanti, animate da modulazioni improvvise e da una libertà ritmica che anticipa la concezione più “sognata” del valzer romantico. Dietro l’eleganza formale si percepisce una vena lirica, quasi improvvisativa, che riflette la poetica di un compositore per cui la danza diventa gesto espressivo e non mera struttura ritmica.

Il Notturno in Si bemolle minore op. 9 n. 1, composto fra il 1830 e il 1831 e dedicato a Marie Pleyel, rappresenta un momento di intimità e di ricerca timbrica. L’influenza di John Field, considerato il creatore del genere, si unisce qui alla cantabilità tipicamente chopiniana: la melodia, fiorita di abbellimenti, scorre su un accompagnamento regolare in terzine, ma la libertà agogica e la tensione armonica ne ampliano l’espressione. Le frequenti modulazioni e le cadenze sospese conferiscono al brano un senso di attesa e di irrequietezza emotiva.

Una svolta nella scrittura pianistica di Chopin è segnata dalla Ballata n. 1 in Sol minore op. 23 (1835–36). È la prima delle quattro Ballate, e inaugura un nuovo tipo di forma narrativa, svincolata dai modelli classici. La struttura si fonda su due temi principali: il primo, drammatico e appassionato, e il secondo, lirico e cantabile, che si confrontano e si trasformano in un processo di sviluppo continuo. L’armonia, densa e modulante, e l’uso del registro pianistico come elemento espressivo rendono la Ballata un vero “poema sinfonico per pianoforte”, in cui la tensione formale e quella emotiva coincidono. Composti nel 1862, i Due Studi da Concerto testimoniano la fase più matura del linguaggio lisztiano, in cui il virtuosismo si unisce a una fine ricerca timbrica. Il primo, Waldesrauschen (Mormorii della foresta), costruisce un tessuto sonoro di arpeggi fluttuanti e di trilli che imitano il movimento naturale del vento e delle fronde; la scrittura sfrutta la pedalizzazione e il legato pianistico per creare un effetto orchestrale di straordinaria trasparenza. Gnomenreigen (Danza degli gnomi), più scattante e grottesco, gioca invece su figure rapide, salti e staccati, con un uso sofisticato della dinamica e delle articolazioni: un piccolo capolavoro di tecnica e fantasia.

La Rapsodia ungherese n. 11 appartiene al ciclo di diciannove Rapsodie composte fra il 1846 e il 1853. Liszt vi elabora temi e ritmi derivati dalla musica verbunkos ungherese, trasformandoli in un linguaggio pianistico di grande effetto scenico. La struttura bipartita (lassan–friska) alterna un’introduzione lenta e ornamentata, di sapore improvvisativo, a una sezione conclusiva di brillante virtuosismo, costruita su ritmi di danza sempre più serrati.

Alla raccolta Deuxième Année de Pèlerinage – Italie appartiene Il Sonetto 104 del Petrarca, brano che nasce come lirica vocale che successivamente Liszt trascrive per pianoforte solo. La linea melodica conserva l’impronta vocale originaria, mentre l’armonia, arricchita da modulazioni cromatiche e sospensioni, suggerisce l’intensità spirituale del testo petrarchesco: “Pace non trovo, e non ho da far guerra”. La scrittura pianistico-cantabile è qui al servizio della parola poetica.

Chiude il programma la Fantasia quasi sonata Après une lecture de Dante, ispirata alla Divina Commedia. Inserita anch’essa nel ciclo Années de Pèlerinage, la pagina è costruita su una forma libera di tipo sonatistico, in cui Liszt contrappone il tema infernale, in tonalità di re minore, a un tema luminoso di redenzione. Gli intervalli di tritono, i cromatismi e le modulazioni ardite traducono in suono l’immaginario dantesco, in una sintesi fra architettura formale e tensione mistica che prefigura il sinfonismo tardo-romantico.


Martina Meola nasce a Milano il 28 novembre 2012. Dopo i primi studi pianistici con la Prof.ssa Irina Bogataia presso la Scuola d’Arte “Alexei Stârcea” di Chisinau (Moldavia), dall’età di nove anni studia con la Prof.ssa Silvia Limongelli nell’ambito del prestigioso corso riservato ai “Giovani Talenti” presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.
Giovanissima, vince tra gli altri il Primo premio assoluto al Concorso Internazionale Pianistico “Grand Master” – Edizione Vladimir Horowitz in Ucraina, al Concorso internazionale “Admiralty star” di San Pietroburgo (Russia), al Concorso Pianistico “Città di Albenga”, all’International Piano Talents Competition di Milano, dove si aggiudica anche il “Kids super Prize”, il secondo premio al Concorso Internazionale “Città di Cantù” per pianoforte e orchestra e il Primo Posto nella categoria H – Giovani Talenti del Premio del Conservatorio di Milano.
Tra settembre e ottobre 2024 risulta vincitrice del Premio Galletta del Livorno Piano Competition, la vincitrice assoluta dell’8° edizione dell’International Piano Competition “Città di Minerbio”, dove conquista anche il Primo Premio assoluto nella categoria I, il Premio Liszt offerto dalla Fondazione Istituto Liszt e lo Special Prize EMCY ed è la vincitrice della Categoria D dell’International Piano Competition Elsa Pozzoli in cui si aggiudica anche il Premio del pubblico e il Premio speciale al migliore esecutore in assoluto dei brani di E. Pozzoli. Vince il Premio Sergio Dragoni 2024.
Nel marzo 2025 si aggiudica il  primo premio al Concorso Jeune Chopin 2025, con giuria presieduta da Martha Argerich; nel giugno 2025 le viene assegnato il “Premio Alkan per il virtuosismo pianistico romantico”.
Numerosissimi i recital sia in Italia che all’estero presso importanti sale da concerto a Firenze, Roma, Monaco, Bruxelles, Parigi (Salle Cortot), per la Società dei Concerti di Milano e per la Steinway and Sons. Esegue il Concerto in fa minore BWV 1056 di J.S. Bach e il Concerto in la maggiore K414 di Mozart (Organ Hall di Chisinau con l’Orchestra da Camera Nazionale), il Concerto n.1 op.15 di Beethoven (concerto di gala dell ”European Political Community Summit Chisinau Moldova”), il Concerto no. 3 di Beethoven (Sala Verdi del Conservatorio di Milano con la Youth Orchestra e in occasione della visita ufficiale del Presidente Italiano Sergio Mattarella in Moldavia).
Partecipa a Masterclasses tenute da Evgeny Kissin, Lilya Zilberstein e Alexander Romanovskij.