L’ARTE DELLA TRASCRIZIONE

Venerdì 24 febbraio 2017, ore 18
Sala della Banca Generali 
Via Calzolerie 2, Bologna 

Maurizio Baudino, chitarra 
Luca Squatrito, chitarra

In collaborazione con Banca Generali

PROGRAMMA

G. Regondi

Introduction et Caprice op. 23, per chitarra sola

A. Skrjabin

Preludi n. 1, 3 e 5 * (trascrizione M. Baudino) da Cinq Préludes op. 16

F. Liszt

La Romanesca S252a (prima versione) (trascrizione M. Baudino)*

Six pensées poétiques da Consolations (trascrizione Duo Satie): Andante con moto Un poco più mosso

D. Scarlatti

Sonata in la minore K. 148 (L. 64) 

Sonata in fa maggiore K. 366 (L. 119) (trascrizioni Duo Satie)

M. Ravel

Le Tombeau de Couperin * (trascrizione M. Baudino, Prima esecuzione) Prélude Forlane Menuet Rigaudon


Un concerto programmaticamente dedicato alle capacità della chitarra di eseguire brani scritti per altri strumenti (in questo caso il pianoforte) e farli propri sollecita molti tipi di curiosità e d’interesse. Nel programma che qui si presenta, infatti, soltanto il primo brano fu scritto espressamente per chitarra basandosi sulle caratteristiche strutturali dello strumento (estensione, timbro, accordatura), sulle qualità specifiche del suono dello strumento (suoni armonici, smorzati, complementari) e sulle varie possibilità con cui questi possono venire utilizzati attraverso i modi di produzione tipici dello strumento (il vibrato, il glissato, la percussione, le legature, i portamenti ecc.). Ma già gli autori dell’Ottocento – che spesso erano sia compositori, sia esecutori, sia anche teorici e didatti – tendevano a fare della chitarra una sorta di “piccola orchestra” capace di “fare da sé” e di assolvere in modo completo le necessità non solo di un qualsiasi tipo di accompagnamento, ma di assumersi il ruolo della “musica” tout court. Da qui a “sostituire” con la chitarra il suono di un altro strumento il passo è breve ed è stato più volte compiuto, fin dal secolo XIX, soprattutto in partenza sia da brani per violino, sia da brani per pianoforte. Nel programma di questa sera, forse poiché il riferimento all’opera di Franz Liszt faceva parte dell’accordo preliminare, tutti gli altri pezzi derivano da un originale per pianoforte e/o clavicembalo. Ma la trascrizione non è un’operazione univoca, e qui è da ricercarsi l’aspetto creativo e più stimolante della serata. Sappiamo che le trascrizioni dei titoli in programma si devono al Duo Satie, naturalmente non per quanto riguarda le idee musicali e la forma, ma per ciò che attiene alla resa sonora. Il lavoro sul suono che può fare un chitarrista intervenendo direttamente sulle corde del suo strumento è infatti molto più ricco e pervasivo di quanto un pianista non possa fare abbassando i tasti, che trova già pronti davanti a sé. (Rossana Dalmonte) 


Il Duo Satie nasce dall’incontro tra due musicisti – Maurizio Baudino e Luca Squatrito – che hanno condiviso a lungo uno stesso percorso musicale. Dopo essersi diplomati con il massimo dei voti presso i Conservatori di Musica di Fermo e Cuneo, hanno partecipato a masterclass tenute, fra gli altri, dai Maestri A. Gilardino, A. Pierri, M. Barrueco, P. Pegoraro, T. Hoppstock, S. e O. Assad, C. Marchione, P. Steidl ed E. Isaac, per poi continuare la loro formazione artistica e strumentale con il M° G. Bandini e con il M° G. Puddu e, presso l’Accademia “Incontri con il Maestro” di Imola, con il M° K. Bogino. Vincitori di premi in concorsi solistici e di musica da camera hanno suonato, in varie formazioni, per numerose associazioni ed enti musicali italiani ed internazionali, esibendosi, tra le altre, presso la Mediterranean Conference Centre de La Valletta (Malta), il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, il Teatro Stanislavsky di Mosca e la Großer Musikvereinssaal di Vienna ed in teatri a Parma, Firenze, Brescia, Terni, Faenza, Ravenna. Il Duo ha intrapreso un percorso di ricerca e perfezionamento per la riscoperta del repertorio originale inedito per due chitarre e per la valorizzazione dei giovani compositori italiani, affiancato alla composizione e trascrizione di nuove opere. Nel 2012 ha inciso in prima mondiale la trascrizione per due chitarre delle Consolations di F. Liszt. I due musicisti svolgono intensa attività didattica in scuole ed istituzioni in Emilia Romagna e Piemonte, oltre ad essere invitati come docenti ed assistenti in Corsi di perfezionamento. Suonano una chitarra in abete e palissandro del liutaio siciliano Antonino Scandurra ed una del liutaio portoghese Fernando Lima.