Liszt a Bologna – I pianoforti Erard

Pannello 04 ErardSullo sfondo della parigina Salle Erard di rue du Mail 13, un pianoforte Erard del 1844 e i ritratti di Sebastien Erard (1752 – 1831), del fratello Jean-Baptiste (1750 – 1826) e del figlio di quest’ultimo Pierre Orphée (1794 – 1855).

Liszt aveva rapporti commerciali con Pierre Erard e ne promuoveva i pianoforti durante le sue tournées. Dalla lettera scritta a Pierre Erard da Siena il 1 febbraio 1839 sappiamo che Liszt viaggiava in Italia con un pianoforte Erard al seguito e che, in occasione del concerto dato da Liszt per la famiglia imperiale austriaca al castello del Catajo presso Padova, lasciò lo strumento al duca Francesco IV di Modena per provarlo.

Nella stessa lettera Liszt afferma che Sampieri e il principe Hercolani erano «determinati ad abbandonare la rue Cadet (sede di Playel) per fare acquisti in rue du Mail (sede di Erard) il prossimo inverno». Come dimostra il pianoforte donato alla Regia Accademia Filarmonica, Stefano Golinelli – il grande pianista bolognese che con molta probabilità fu presente ai concerti bolognesi di Liszt – avrebbe ugualmente preferito i pianoforti di Erard, strumenti a tutti gli effetti di impianto più “robusto”.

Pannello 08 PianistiL’atelier Erard a Parigi e i ritratti di tre grandi pianisti legati a quest pianoforti: Thalberg, Chopin e Clara Wieck.

Sigismund Fortuné François Thalberg (1812 – 1871). Allievo di Ignaz Moscheles, Friedrich Kalkbrenner e Johann Nepomuk Hummel fu spesso contrapposto dalla critica dell’epoca a Franz Liszt («Il suonare di Thalberg è tutto fantasia, quello di Liszt più fantastico… in Thalberg risplende il genio, in Liszt il genio balena…», da Teatri, Arti e Letteratura, Bologna 1838).

Frédéric Chopin (1810 – 1849). Il sommo musicista e pianista polacco fu in stretti rapporti con Liszt nel periodo parigino e condivise gli ambienti culturali e artistici e l’amicizia affettuosa con George Sand e Marie d’Agoult. Chopin dedicò a Liszt gli Studi op. 10 e a Marie d’Agoult gli Studi op. 25. Liszt dedicò a Chopin una biografia apparsa in francese nel 1852.

Clara Josephine Wieck Schumann (1819 – 1896). La grande pianista moglie di Robert Schumann fu in contatto con la prima produzione lisztiana: Liszt dedica nel 1838 a Clara Schumann gli Études d’éxécution trascendante d’après Paganini. La pianista avrebbe poi preso nettamente le distanze dai percorsi musicali che, pur nelle fondamentali differenze, unirono Liszt e Wagner. Nel 1854 Liszt scrisse un lungo articolo intitolato Clara Schumann apparso nella rivista Neue Zeitschrift für Musik.

(D.T.)

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