Domenica 26 ottobre 2025, ore 17
Istituto Liszt, via A. Righi 30
Introduzione di
Paola Barzan, etnomusicologa
Ensemble Variabile Sergio Gaggia
Cristina Del Tin, soprano
Nicola Panziera, clarinetto
Andrea Rucli, pianoforte
Musiche di Ella von Schultz Adaïewsky, Clara Schumann, Franz Liszt, Franz Schubert

Ella von Schultz Adaïewsky
(1846-1926)
Tre Rondel
(Charles Duc d’Orleans)
Dieu! Qu’il la fait bon regarder
Au printemps
Rondel Allez-vous en, allez, allez
Franz Liszt
(1811-1886)
Die Lorelei S 532
(Heinrich Heine)
Clara Wieck Schumann
(1819-1896)
Die Lorelei
(Heinrich Heine)
Ella von Schultz Adaïewsky
Sonata Greca
per clarinetto e pianoforte
Proemion
Partie métabolique
Da XXIV Preludi per canto e pianoforte, libro I. (Benno Geiger)
I. Inschrift
II. Erster Schnee
III. Rasche Fahrt
V. Das Lied der Frauen
VI. Friede auf dem Athosberg
VII. Weihnachtsgesang
IX. Worte
X. Von Hörensagen
XI. Die Tanne
XII. Voraussetzung
Franz Schubert
(1797-1828)
Der Hirt auf dem Felsen D 965
per soprano, clarinetto e pianoforte
(Wilhelm Müller e Helmina von Chézy)
Ella Adaïewsky (San Pietroburgo, 22 febbraio 1846 – Bonn, 29 luglio 1926), donna straordinaria, raffinata pianista e compositrice, musicologa e pioniera della moderna etnomusicologia, è stata a lungo dimenticata, se non volutamente ignorata. Frammentarie notizie, pubblicazioni di difficile accesso, sul cui oblio ha fortemente pesato il pregiudizio maschilista verso la qualità della ricerca al femminile, hanno ridotto per decenni la conoscenza di Ella Adaïewsky a quella che poi si è rivelata essere solo la punta di un incredibile iceberg. La riscoperta in Italia è iniziata nei primi anni di questo secolo dall’esecuzione delle sue musiche ad opera di Andrea Rucli, materiali preziosi che il compositore e studioso udinese Piero Pezzé aveva raccolto alla fine degli anni Settanta. La ricerca si è progressivamente allargata alla ricostruzione della sua multiforme attività di scrittrice e studiosa. Cruciale è stato il rinvenimento nel 2009 di Un vojage a Résia, un diario/trattato derivato della ricerca sulla musica e la danza resiane compiuta nel 1883, un lavoro di stupefacente ampiezza e profondità, che ha di fatto mutato certezze storiche consolidate, anticipando di decenni concetti fondamentali e metodi della moderna etnomusicologia, che vede ora nel suo viaggio nella sperduta valle friulana il suo nuovo momento fondativo. Liszt fu un suo sostenitore, battendosi per la rappresentazione di una sua opera lirica a Budapest, una prima che tuttavia non si realizzò mai, né nella capitale ungherese né a Vienna o a Pietroburgo, boicottata a vari livelli. Tra gli incontri più spiacevoli invece, sempre nella cerchia lisztiana, quello con Hans von Bülow, che non la prese neppure in considerazione come musicista in quanto donna, confessandole apertamente tutta la sua misoginia. L’appassionata ed appassionante opera di ricostruzione e rivalutazione portata avanti attraverso convegni, concerti, pubblicazioni dall’Associazione Sergio Gaggia, sostenuta dalla Regione e da enti locali del Friuli Venezia Giulia, ha progressivamente coinvolto storici, linguisti, musicologi, etnomusicologi, editando gli atti di tre convegni e pubblicando tre volumi per la Libreria Musicale Italiana (LIM) e due CD. Essa oggi ci restituisce la stupefacente personalità di un’instancabile viaggiatrice della musica, e la sua precorritrice e audace visione unitaria della musica di ogni luogo e tempo.

Paola Barzan. Completati gli studi musicali, ha conseguito la laurea in Lettere all’Università di Padova ed il Dottorato di ricerca in Musicologia all’Università di Bologna. Ha studiato Etnomusicologia con T. Cooley e S. Marcus presso l’Università di California a Santa Barbara ed Etnomusicologia visuale con J. T. Titon alla Brown University di Providence (Rhode Island). Ha svolto ricerche in Italia, sulle musiche liturgiche di tradizione orale in area patriarchina e sulle musiche tradizionali venete, negli Stati Uniti, sulla musica degli Italoamericani della East Coast e sulla musica folklorica del Kurdistan iracheno. Si è occupata di Educazione musicale, di didattica dell’Etnomusicologia e di Etnomusicologia applicata. Ha tenuto letture su invito presso università italiane ed estere ed ha partecipato a numerosi convegni in ambito nazionale ed internazionale. È autrice di saggi e curatrice e coautrice di pubblicazioni sulla musica tradizionale veneta e di didattica musicale. Ha curato, con Ilario Meandri, il volume Ella Adaïewsky. Scritti sulla musica (1888-1925) (LIM, 2021). Ha realizzato una cospicua documentazione visuale, tra cui i documentari Italia canta, sugli Italoamericani del Rhode Island, La processione delle croci a Santa Giustina, su una tradizione devozionale del bellunese, Musica avanti!, sui musicisti del carnevale di Dosoledo (Bl). Dal 2000 al 2023 è stata docente di Etnomusicologia presso il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università di Padova, dove dal 2023 tiene il laboratorio di Alfabetizzazione musicale.

Cristina Del Tin è un soprano leggero. Inizia lo studio del canto con il soprano Francesca Scaini, nel 2012 consegue il diploma di Canto al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Ha seguito masterclass con Luciana Serra, Mariella Devia, Luigi Di Fiore, S. Lowe, M. Lippi. Perfeziona la tecnica e il repertorio con il soprano leggero Annamaria Dell’Oste. Nel 2010 e nel 2011 ha debuttato a Venezia La Cecchina di Niccolò Piccinni e I due timidi di Nino Rota allestiti dalla fondazione Teatro La Fenice. In seguito con l’accademia Lirica Santa Croce debutta nel Don pasquale di Donizetti e nel Rigoletto di Verdi.
Tra le esibizioni cameristiche, le più significative sono l’esecuzione de Liebeslieder-Walzer e Neue Liebeslieder-Walzer di Johannes Brahms. Spazia nel repertorio cameristico con il M° Calabretto, e nel 2019 approfondisce il repertorio di Hugo Wolf, principalmente Italianisches Liederbuch, con l’insegnante viennese Brigitte Stradiot. Attiva anche nel campo della musica contemporanea, esegue a Venezia l’opera di Luigi Nono Das atmende Klarsein, in seguito ha collaborato con numerosi compositori contemporanei (G. Boselli, M. Lenzi, R. Brandolisio) eseguendo anche dei brani inediti. Nel 2017 partecipa al Festival Internazionale di Musica Sacra con “liriche spirituali del novecento italiano”. Per il festival “Cremona Musica international Exibitions” esegue il primo libro dei 24 preludi per voce e pianoforte della compositrice Elisabeth von Schultz Adaïewsky con il pianista Andrea Rucli. Nell’aprile 2019 debutta ne Il mago di Oz di Pierangelo Valtinoni, pochi mesi dopo interpreta la protagonista ne La regina delle nevi dello stesso Valtinoni al Bassano Opera Festival. Collabora come solista con vari cori ed ensemble sul territorio friulano, nel ottobre 2019 debutta i Carmina Burana di Orff con la direzione di Cristiano Dell’Oste. Parallelamente alla musica coltiva la passione per il teatro, sia come attrice che come regista. I suoi due allestimenti teatrali, Le passere solitarie e Compagnie ribelli, sono partiti dal Friuli e hanno approdato a Bologna, Roma fino a Potenza. “Compagnie ribelli” è arrivato in finale al concorso “Nessuno resti fuori” (Matera, luglio 2019). I suoi lavori teatrali hanno come missione quella di portare la “donna” al centro dell’attenzione, denunciandone la violenza e gli abusi e elevando la grandezza della femminilità. E’ inoltre direttrice di coro, attività per cui si sta perfezionando presso l’AERCO Choral Academy di Parma e l’Accademia Righele. Recentemente è stata protagonista dell’incisione e prima esecuzione del melologo “Dante e Rilke: la parola e l’angelo” di Daniele Parussini, presentato in Italia e in Svizzera. Vincitore del concorso indetto dalla Fondazione Pordenone Legge.

Nicola Panziera si è diplomato nel 2025 in clarinetto presso il Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto sotto la guida del M° Roberto Scalabrin. Ha partecipato a corsi di perfezionamento con il M° Vincenzo Paci, il M° Aron Chiesa e il M° Corrado Orlando.
Durante il percorso di studi in conservatorio ha partecipato a diversi concerti sinfonici e cameristici, collaborando con orchestre giovanili e con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta.
Fa parte dello Steffani Clarinet Quartet, ricoprendo il ruolo di primo clarinetto e corno di bassetto, con il quale si è esibito dal vivo in più occasioni e ha vinto il Primo Premio al Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale Città di Piove di Sacco nel 2024.

Andrea Rucli, pianista, suona da più di trenta anni sia come solista che in svariate formazioni cameristiche, collaborando con figure di primo piano del concertismo internazionale. Ha partecipato a prestigiosi festival di musica da camera, tra cui quelli di Kuhmo in Finlandia (dove è stato ospite per 17 edizioni), Portogruaro (per 10 edizioni), Teatro Olimpico Vicenza, del Sound Jerusalem in Israele, del Festival Pontino, del Cantiere di Montepulciano, della Società della Musica da Camera al Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo, del Festival A Tempo di Podgorica, dell’ Osnabrücker Musikfestival “Classico con brio” e dello Stiftfestival in Olanda. Ha recentemente debuttato come solista con orchestra nella sala Brahms al Musikverein di Vienna. Tra i vari Cd registrati spiccano i due con le opere per pianoforte e per musica da camera – registrate in prima mondiale – della compositrice russa Ella Adaiewsky, frutto di un quinquennale lavoro di riscoperta promosso dall’Associazione Sergio Gaggia, di cui si sono più volte occupati anche le riviste Amadeus, Musica e Radio 3 Suite. Nel gennaio 2010 e nel febbraio 2013 si è esibito per i “Concerti del Quirinale” in diretta radiofonica sul III canale RAI ed in circuito Euro Radio, presentando rispettivamente La Pantomima Rinata, produzione della Gaggia 2006, ricostruzione musicale di Vladimir Mendelssohn della Pantomima k446 di W.A. Mozart, con una commedia dell’arte appositamente scritta da Quirino Principe e un programma pensato per la giornata del Ricordo.
E’ titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio Tomadini di Udine.

