CONTRAPPASSI

Sabato 29 Novembre, ore 17
Istituto Liszt, via Righi 30, Bologna

CONCERTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI

Nell’ambito del XV Maskfest
Per la Rassegna “Liszt nel Futuro”

Contrappassi

Presentazione del CD e concerto

Leonardo Zunica, pianoforte
Leandro Lo Bianco, chitarra elettrica

Coproduzione Fondazione Istituto Liszt, Associazione MASK per le musiche di oggi

PROGRAMMA

POUL RUDERS

Sonata n° 1 “DANTE SONATA” per pianoforte
I. Maestoso
II. Andante

GABRIO TAGLIETTI

da MALEBOLGE
per chitarra elettrica e pianoforte
TRE CANZONI DI FRANCESCO LANDINI
per pianoforte e chitarra elettrica
Sferzante (Prima bolgia, Giasone)

LEANDRO LO BIANCO

THREE IMPROVISATIONS ON
R. RAUSCHENBERG “DANTE’S INFERNO”*
per chitarra elettrica e oggetti sonori elettronici


Progetto di Leonardo Zunica e Leandro Lo Bianco per la casa discografiaca Stradivarius

Dal Booklet del CD Contrappassi, a cura di Guido Barbieri

Poul Ruders, compositore danese nato a Ringsted nel 1949, più di mezzo secolo fa, nel 1970, dunque poco più che ventenne, concepisce la Dante Sonata, le cui radici però non sono legate soltanto alle cantiche dantesche. “Intorno al 1969 rivela il compositore – mi ero letteralmente innamorato della Sonata in si minore di Liszt e volevo a tutti i costi scrivere io stesso una “grande sonata” per pianoforte. Quindi seguendo le orme di Liszt ho pensato di scrivere un brano basato sulla Commedia di Dante: guardando ovviamente all’esempio di Après une lecture de Dante (definita “fantasia quasi sonata”), senza mai citarlo, per., esplicitamente”. Dante, dunque, visto con gli occhi di Liszt. Questa ibridazione tra due modelli formali diversi, ma complementari nell’universo lisztiano (una “sonata” e una “fantasia quasi sonata”), produce in effetti un organismo musicale complesso e atipico che lo stesso Ruders definisce – coerentemente – una “quasi sonata”. Il lavoro è diviso in due movimenti distinti: il primo reca l’indicazione “Maestoso”, il secondo “Grave” ed entrambi sono preceduti, in esergo, da altrettante citazioni dantesche tratte dal Settimo Canto dell’Inferno.
Anche la seconda pala del dittico contenuto in questo disco, quella disegnata dalla scrittura sonora di Gabrio Taglietti, è attraversata da echi e risonanze che provengono dal grande thesaurus dantesco. E anche il compositore italiano, nato a Cremona nel 1955, sceglie di visitare un luogo poetico molto definito e circostanziato del Primo Regno. Come lui stesso afferma: “la zona più pazza e addirittura comica dell’Inferno dantesco”. La prima delle tre Malebolge (“Sferzante”) sembra davvero cercare nel suono del pianoforte e della chitarra elettrica un analogon del gesto violento della frustata che percuote i corpi straziati dei seduttori.
Three Improvisations on R. Rauschenberg Dante’s Inferno sono tre brevi improvvisazioni liberamente associate ad alcuni dei “Dante drawings”, concepiti da Robert Rauschenberg tra il 1956 e il 1960 in un periodo di piena maturità artistica dopo le esperienze del Black Mountain College (J. Cage, M. Cunningham, Cy Twombly), il New Dada e la frequentazione degli ambienti dell’Espressionismo astratto americano (Pollock, Rothko).  I nuclei narrativi dialogano in continue tensioni e rilassamenti, rimandi e richiami, un processo compositivo che richiama una dimensione performativa ed estemporanea.
Ed è in questo campo che la pratica improvvisativa trova terreno fertile per una realizzazione musicale, che prende spunto da omologie desunte dalla percezione/appropriazione del dato pittorico, figurativo o astratto che sia, insito nelle opere di Rauschenberg. Le opere selezionate per questo lavoro di improvvisazione sono: Canto II: The Descent; Canto IV: Limbo; Cantro XXI: Circle Eight, Bolgia 5, The Grafters.


Leonardo Zunica. Ospite in festival nazionali e internazionali come solista e musicista da camera, Leonardo Zunica si è esibito in Italia, Francia, Spagna, Scozia, Finlandia, Ucraina, Croazia, Svizzera, Grecia, Russia. Interessato alla musica contemporanea ha curato le prime esecuzioni di opere solistiche e cameristiche di Luigi Manfrin, Gabrio Taglietti, Eero Hämmeeniemi, Evgen Stankovich, Corrado Rojac e altri compositori italiani. Il suo repertorio concertistico comprende opere complete per pianoforte a quattro mani di Mozart e Debussy (comprese le trascrizioni originali), la musica da camera di Olivier Messiaen e progetti monografici con musiche di Beethoven, Schubert, Brahms, Debussy, Satie, Szymanowsky, Strawinsky, Gershwin, Piazzolla, Crumb. La sua attività comprende collaborazioni con i violinisti Oleksandr Semchuk e Paolo Ghidoni, i clarinettisti Anton Dressler e Gabriele Mirabassi, la pianista Maria AlaHannula (Ebony piano duo), il violoncellista David Cohen, il sassofonista Federico Mondelci, i musicologi Sandro Cappelletto, Guido Barbieri, e con Ivano Fossati e l’attrice Iaia Forte. Tra le sue collaborazioni si annoverano quelle con ensembles di musica contemporanea quali Gruppo Musica Insieme, Dedalo Ensemble, Icarus, Ensemble Sentieri Selvaggi e, come solista, con orchestre quali l’Orchestra dell’Arena di Verona, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra Nazionale Orchestra dell’Ucraina. Ha inciso per Da Vinci il Concerto op. 21 di E. Chausson e il primo libro dei Prèludes di C. Debussy con la trascrizione del Prélude à l’Aprèsmidi d’un faune di L. Borwick, e per Stradivarius. E’ stato ospite presso programmi radiotelevisivi su Rai Radio 3 e Rai 1.


Leandro Lo Bianco ha condiviso esperienze musicali con Rhys Chatham, Bill Russo, Gunther Schuller, Salvatore Bonafede, Dusko Gojkovich, Gianni Gebbia, Amy Denio, Giampaolo Casati, Paul Jeffrey, Stefano D’Anna, Mimmo Cafiero, Ignazio Garsia, Enrico Rava, Eddie Henderson , Paolo Fresu, Hal Croock, Heinz Gödecke, Henry Altmann. Nella sua attività rientrano progetti originali, tra cui “An angel goes too fast to see” (concerto per cento chitarre) con musiche di Rhys Chatham; la prima italiana della “New Orleans Suite” di D. Ellington, regia di Bill Russo; Palermo in scena (“Oleanna” di David Mamet con musiche e arrangiamenti originali); Amburgo Jazztage 08 con Orchestra Instabile Dis / accordo. La sua discografia principale comprende: Mimmo Cafiero e Open jazz Orchestra, “Play Sicilian Songs”, Splasc (H) Record 00; Magilla Gorilla, “Super Santos” Blutarski Record; Madrugada “Face a Face” Open Jazz Record 00; LIVE IN AMBURGO Orchestra INstabile DIS/accordo Fitzcarraldo Records 2011; Produzione indipendente Ortelius 2019; Ortelius dalla luce 2020; produzione viva e indipendente. Attivo da oltre venticinque anni sulla scena dell’improvvisazione, dell’improvvisazione radicale e della direzione d’orchestra, insegna Storia dell’Arte nella scuola secondaria superiore italiana.